Undici briganti, sbandati passati per le armi

foto di gruppo dei briganti con capogruppo
Foto di briganti con capogruppo al centro con barba lunga.

di Stefania Carofalo

Ritrovo tra il materiale raccolto per la mia tesi di laurea con titolo “Trasformazioni urbanistiche dall’Unità d’Italia alla seconda guerra mondiale nelle città di Puglia” , una fotocopia che mi colpisce perché racconta di un fatto grave.

Undici “sbandati” sono stati fucilati perché infestavano le contrade di Cellino e San Donaci armati di fucili e pugnali.

Nell’articolo si chiede espressamente alla Chiesa di predicare l’obbedienza alle leggi.

Trascrivo quanto è scritto:

GOVERNO DELLA PROVINCIA DI TERRA D’OTRANTO

1° Uffizio – 1° Cario – N. 14989

Ai Signori Sindaci della Provincia

Lecce 27 luglio 1861

“Un distaccamento di militi nazionali dei due comuni di Cellino e di S. Donaci, comandati dal capitano della G. N. (Guardia Nazionale) di Cellino signor Luigi Lupinacci, energicamente si è messo sulle tracce di una comitiva di soldati sbandati, i quali armati di fucili e di pugnali, infestavano quelle contrade.

I bravi militi nazionali, col loro capo; accortamente snidano gli sbandati dal bosco di Cellino, gli assaltano in una casa di campagna dove sonosi riparati, e dopo coraggioso combattimento, ne feriscono uno, ed obbligano gli altri a rendersi a discrezione, consegnando le armi. Gli undici sbandati catturati, tradotti in Brindisi, sono stati ieri sulla piazza passati per le armi, giusta le disposizioni già pubblicate dal Luogotenente generale del Napoletano.


Tale avvenimento io partecipo a lei, con preghiera di renderlo pubblico, a lode dei militi nazionali e del loro capitano, a sprone di tutte le altre guardie nazionali di questa provincia, dalle quali io debbo attendermi atti simiglianti di dovere e di coraggio, ad esempio di tutti gli altri tristi e sconsigliati soldati sbandati, i quali non ancora han raggiunto le gloriose bandiere italiane

Vedano e sappiano che la legge sarà inesorabilmente eseguita, e mi auguro che l’esempio, al quale è necessità che si devenga, frutti ravvedimento agli altri e sicurezza a questa provincia.
Porga, da mia parte, preghiera a cotesto Parroco che predichi dall’altare l’ubbidienza alle leggi, ed il celere ritorno alle bandiere. Farà il clero opera santa, grata a Dio ed ai popoli; poichè daole a tutti appigliarsi a tali estremi; ma con franchezza, e senza eccezione, saranno essi adottati, quando la salute pubblica e le leggi lo impongono.

Nomi degli undici sbandati fucilati
Stefano Bagardo – Mosè Esposito – Marco d’Agostino- Angelo Elia- Luigi Logorotondo di Cellino – Gioacchino Fano – Oronzo Margherita – Lazzaro de Matteis – Giuseppe Quarta – Raffaele de Pascalis di Campi – Raffaele Totaro di S. Pangrazio.

L’Intendente ff. da Vice-Governatore B. FORLEO . Il Governatore A. CALENDA”

E’ uno stralcio tratto da “Giornale di Governo della provincia di Terra d’Otranto” del 31 luglio 1861 (II.9)

L’Unità d’Italia è stata proclamata già da qualche mese e il territorio è controllato da un corpo militare denominato Guardia Nazionale che ha la funzione mantenere l’ordine pubblico.

In Puglia facevano riferimento alla Divisione di Bari e controllavano il territorio affinché venissero rispettati i dettami unitari e quindi agiscono anche con la violenza per garantire il rispetto delle nuove leggi.

Guardia Nazionale del Regno: uniformi
Illustrazione delle uniformi della Guardia Nazionale del Regno

In Italia meridionale la Guardia Nazionale doveva contrastare il fenomeno del brigantaggio nel periodo che va dal 1861 al 1865. Presumo che gli undici sbandati fossero Briganti perché la loro sorte era quella di essere fucilati sulla piazza dopo un processo sommario, proprio con la definizione di essere “passati per le armi”, altro elemento che mi fa pensare che fossero briganti è il luogo in cui sono stati catturati: i briganti si nascondevano prevalentemente nei boschi e soprattutto erano definiti “sbandati”.

Ma chi erano i briganti?

I briganti erano i ribelli, erano i giovani che volevano sottrarsi alla leva militare obbligatoria, imposta dal nuovo governo, erano gli ex soldati dell’esercito borbonico, erano i delinquenti comuni con l’unico scopo di saccheggiare i beni altrui, erano i poveri cristi appartenenti alle classi sociali più deboli e anche quelli che non ne potevano più di sottostare allo sfruttamento della classe dominante.

Si nascondevano nei boschi, nelle campagne, sicuri di avere il sostegno morale e finanziario da parte della borghesia che temeva il ritorno dei Borboni e che i Briganti sostenevano di voler combattere. Avevano anche l’appoggio dei popolani che li guardavano con simpatia e del clero che si sentiva minacciato dal potere dei Savoia alla conquista dei territori pontifici.

Disegno con brigante seduto con cappello e fucile
Brigante

I briganti potevano essere riconosciuti dalla cappa scura e dal cappello con un fiocco rosso mentre i capibanda di distinguevano perché indossavano il cappello all’italiana e sfoggiavano una lunga e folta barba. Grande era la loro devozione religiosa alla Vergine del Carmelo e all’Ostia Consacrata, per avere il conforto della protezione divina.

Sotto le loro cappe, portano appesi al collo degli scapolari e immaginette di carta dei santi, e prima delle “azioni” considerate pericolose, era d’uso farsi consacrare da un sacerdote, tanto che potevano anche entrare in chiesa a cavallo per seguire la messa.

Scapolare con immagine della Madonna del Carmelo
Scapolare con immagine della Madonna del Carmelo. Foto da Brindisiweb

Nelle tasche del Brigante Sergente Romano fu trovato il Giuramento a Dio e al Regno:

“Promettiamo e giuriamo di sempre difendere con l’effusione del sangue Iddio, il sommo pontefice Pio IX, Francesco II, re del regno delle Due Sicilie, ed il comandante della nostra colonna degnamente affidatagli e dipendere da qualunque suo ordine, sempre pel bene dei sopranominati articoli; così Iddio ci aiuterà e ci assisterà sempre a combattere contro i ribelli della santa Chiesa.

Promettiamo e giuriamo ancora di difendere gli stendardi del nostro re Francesco II a tutto sangue, e con questo di farli scrupolosamente rispettare ed osservare da tutti quei comuni i quali sono subornati dal partito liberale. Promettiamo e giuriamo inoltre di non mai appartenere a qualsivoglia setta contro il voto unanimemente da noi giurato, anche con la pena della morte che da noi affermativamente si è stabilita.

Promettiamo e giuriamo che durante il tempo della nostra dimora sotto il comando del prelodato nostro comandante distruggere il partito dei nostri contrari i quali hanno abbracciato le bandiere tricolorate sempre abbattendole con quel zelo ed attaccamento che l’umanità dell’intiera nostra colonna ha sopra espresso, come abbiamo dimostrato e dimostreremo tuttavia sempre con le armi alla mano, e star pronto sempre a qualunque difesa per il legittimo nostro re Francesco II .

Promettiamo e giuriamo di non appartenere giammai per essere ammesso ad altre nostre colonne del nostro partito medesimo, sempre senza il permesso dell’anzidetto nostro comandante per effettuarsi un tal passaggio. Il presente atto di giuramento si è da noi stabilito volontariamente a conoscenza dell’intera nostra colonna tutta e per vedersi più abbattuta la nostra santa Chiesa cattolica romana, della difesa del sommo pontefice e del legittimo nostro re. Così abbracciare tosto qualunque morte per quanto sopra si è stabilito col presente atto di giuramento”

Continuo ad indagare e scopro che il bosco in cui si nascondevano era nell’agro di Cellino San Marco, denominato bosco Curtipitrizzi (oggi nella tenuta Carrisi), e si rifugiavano in una grotta detta “Rutta dei briganti”.

Oggi in quei luoghi trascorriamo giornate serene e solo quegli alberi sono testimoni silenziosi delle vicende che videro giovani contro giovani in lotta per opposti ideali.

Bosco di Curtipitrizzi con sentiero
Bosco di Cutripitrizzi nella territorio di Cellino (Br). Foto da tripadvisor

Bibliografia:

Giornale di Governo della provincia di Terra d’Otranto” del 31 luglio 1861 (II.9)

G. BERNARDINI, Compare brigante. ed Adda, Bari 1973 pp. 9 -10

G. LICCARDO, Chiesa e briganti tra politica reazionaria e fede superstiziosa da internet Brigantaggio.net

B. GAMBA, I briganti? Recitavano il rosario e veneravano la Madonna da internet biagiogamba

G. MEMBOLA, Il brigantaggio post unitario in Terra di Brindisi. da internet senzacolonnenews

Admin2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controllo * Time limit exceeded. Please complete the captcha once again.

Next Post

La vendita allo scoperto di titoli azionari

Lun Mag 18 , 2020
Pompeo Maritati. Quando alla fine di febbraio il Coronavirus decise di venire a visitare il nostro Bel Paese (da buon cinese) nei confronti dell’Italia si scatenò una tempesta finanziaria, che fece rilevare in un solo giorno la perdita di valore del nostro indice azionario, mai rilevato dal dopo guerra. Allora la CONSOB che vigila sulla Borsa italiana, decise di […]
vendita di titoli azionari scoperto-short-selling

Per offrirti un'esperienza di navigazione sempre migliore, questo sito utilizza cookie propri e di terze parti, partner selezionati. I cookie di terze parti potranno anche essere di profilazione. Se vuoi saperne di più e ricevere indicazioni sull'uso dei cookie, o se vuoi negare il consenso all'uso dei cookie, clicca qui.Cliccando su Accetto presti il tuo consenso all'utilizzo dei cookie impiegati dal nostro sito oppure proseguendo nella navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi