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Festa di San Pietro e San Paolo a Galatina 29 giugno

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Foto del pozzo chiuso da una grata e di un affresco raffigurante San Paolo all'interno del cortile del palazzo Congedo
Foto del pozzo chiuso da una grata e di un affresco raffigurante San Paolo. all’interno del cortile del palazzo Congedo (Foto da internet tripadvisor)

Ci andremo il prossimo anno

di Stefania Carofalo

A Galatina si festeggiano i Santi Pietro e Paolo, è una festa patronale molto sentita nel Salento perché in questa data e in questo luogo avvenivano i rituali per la cura delle “Tarantate”.

E’ necessario raccontare brevemente la storia che lega i Santi a Galatina.

La leggenda narra che durante i viaggi di evangelizzazione, San Pietro e San Paolo, fecero tappa a Galatina e furono ospitati da una donna galatinese nella sua dimora, offrendo loro ciò che possedeva per rendere più confortevole la permanenza dei santi.

San Paolo, in segno di riconoscenza per l’ottima ospitalità ricevuta, trasmise alla donna e ai suoi discendenti, l’immunità e la “terapia” da seguire per la guarigione di coloro che fossero stati morsi dai ragni velenosi, in questo caso le tarantole dette Tarante.

La cura consisteva nel bere l’acqua del pozzo, all’interno della sua casa, e fare un segno della croce sulla ferita provocata dal morso del ragno.

Le donne morse dalla taranta presentavano segni di forte delirio e venivano “iniziate” al rituale esorcistico già nella propria abitazione, che circondate da musicisti e al ritmo della Pizzica – pizzica, o della Pizzica Tarantata, ballavano convulsamente. Attraverso la danza si cercava di identificare quale taranta avesse morso la malcapitata. Fase importante questa per capire quale melodia avesse più efficacia per “dialogare” col ragno e invitarlo al ballo frenetico, sino a stancarlo e a schiacciarlo col piede. Questo rito poteva durare più giorni.

Successivamente le donne venivano accompagnate nella cappella di San Paolo e lì, i famigliari recitavano preghiere e invocavano il santo affinché concedesse la grazia della guarigione e si dava da bere alle Tarantate, l’acqua miracolosa del pozzo. Il vomito era il segno che il veleno del ragno era stato espulso e che la grazia era stata concessa, a questo punto le donne guarite si recavano a pregare e a rendere grazia nella vicina Chiesa Matrice dedicata ai Santi Pietro e Paolo.

Erano soprattutto le donne ad essere morse dal ragno, e ogni anno nel giorno di San Pietro e Paolo, i sintomi del malessere tornavano ad affliggerle e quindi dovevano sottoporsi al rito della cura accompagnato dalla musica del tamburello, del violino, della chitarra e dell’organetto ripetendo tutto il rituale.

Prospetto della Chiesa di San Pietro e San Paolo detta Chiesa Matrice
Prospetto della Chiesa di San Pietro e San Paolo detta Chiesa Matrice (foto da internet wikipedia)

Le tarantate partivano al mattino presto coi carretti trainati dai cavalli, quando ancora era buio, per arrivare, alle prime luci del giorno, a Galatina. Le donne indossavano abiti bianchi e chi le accompagnava, faceva attenzione a non vestirsi con colori vivaci perché questi rendevano aggressive le tarantate.

I riti della cura delle Taratate pare abbiano avuto inizio nel Medioevo e terminati, indicativamente, negli anni Settanta del secolo scorso.

La Chiesetta di San Paolo è conosciuta come la “cappella delle tarantate” e si trova in via Garibaldi, 5 al pian terreno del settecentesco palazzo Congedo. E’ da ricordare che Galatina era considerata una cittadina immune al morso della taranta.

La festa vede la partecipazione di molte persone con la processione, le sue luminarie, le bancarelle e la visita nei luoghi legati al fenomeno del Tarantismo.

Il morso della tarantola. Video da internet youtube

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