I ROM :  L’UNIVERSO NEGATO

La parola Rom è un etnonimo di antica derivazione di lingua sanscrita (o “lingua perfetta”), che vuol dire ….UOMO libero.

Le prime popolazioni, provenienti dalle regioni dell’India Nord-Occidentale, furono segnalate in Europa già intorno al 1200. Tuttavia, secondo B. Nicolini, “l’invasione pacifica” del nostro continente fu compiuta solo alla fine del XV secolo.

            Con le scoperte geografiche , molti Rom furono deportati nelle colonie di Africa, di America e di Australia.

            Dopo un’iniziale politica persecutoria di esclusione, lo “scrupolo religioso” spinse gli Stati Europei a “programmi sociali” in favore delle popolazioni Rom. Le iniziative, però, più che all’”interazione sociale”, miravano alla loro “assimilazione” attraverso interventi di “recupero” volti a trasformarli in riserva di manodopera gratuita funzionale al profitto economico.

            L’insuccesso di questa strategia fu tale che nell’Ottocento i Rom erano ritenuti ancora una grave “questione sociale”. Negli atti del Parlamento subalpino (sessione del 1851) si legge che «gli Zingari rientrano nella categoria dei vagabondi e degli oziosi […], condizione questa di “permanente” reato, che diventa delitto eccezionale perché fonte di tutti gli altri crimini, per cui si chiede che siano forniti al governo i mezzi per reprimerlo rigorosamente».

            Strumenti di repressione furono invocati con chiarezza anche dalle teorie pseudoscientifiche di C. Lombroso (1835-1909): «Vi sono veramente delle tribù e delle razze date più o meno al delitto […].Gli Zingari sono un’intera razza di delinquenti e ne riproducono tutte le passioni e i vizi: l’oziosità e l’ignavia, l’ira impetuosa, la vanità, l’amore dell’orgia, la ferocia. Assassinano facilmente a scopo di lucro, le donne sono più abili al furto e vi addestrano i loro bambini».

            La “quadratura del cerchio” fu poco dopo fornita dal pangermanesimo e dal nazismo: il genocidio di circa tre milioni di Rom.

            Di seguito, infatti,  si riportano alcune disposizioni di legge, che, nel corso dei secoli, hanno stabilito le “modalità” per  “risolvere” il problema dei Rom.

«Non è reato braccare o uccidere gli Zingari da parte di qualsiasi cittadino»  (Imperatore Massimiliano I°, 1500. Ma uguali sono i dettami del bando di Bologna del 1550, del decreto del Senato di Venezia del 1558 e del bando dello Stato Sabaudo del 1601).

            «Gli Zingari non entrano nei lazzaretti se colpiti da peste» (Bologna 1630)

«Uomini o donne che siano, gli Zingari possono essere derubati, cacciati ed anche uccisi da chiunque» (Milano 1696)

«Proibizione del nomadismo, dei mestieri ambulanti e della lingua zingara», «Proibizione dei matrimoni tra zingari», «Sottrazione ai genitori zingari dei loro figli con affidamento a genitori adottivi per farne bravi lavoratori». (Imperatrice Maria Teresa,ordinanza del 1758,1761,1773)

«Io ordino che i tali [i Gitani] di cui sopra, e nessuno di loro utilizzino né la lingua, né l’abbigliamento, né la maniera di vita errante che essi hanno seguito fino al presente, sottopena del marchio a fuoco e, nel caso di recidive, della pena di morte» (Carlo III di Spagna, 1783).

 Non ultima una breve sintesi delle leggi razziali:

       1933- «Proposta di legalizzazione della sterilizzazione degli Zingari. Per impedire l’ulteriore propagarsi di generazioni asociali e criminali»;

        1934- «Deportazione degli Zingari come apolidi»;

        1935- «Applicazione delle leggi sulla purezza della razza anche contro gli zingari riconosciuti ariani»;

         1936- «Annullamento delle licenze per lavori ambulanti e deportazione del primo contingente zingaro nel campo di concentramento di Dachan»;

        1941- «Ordine di uccisione di tutti gli indesiderabili dal punto di vista razziale e politico (Comunisti, Asiatici inferiori, Ebrei, Zingari) »;

         1943-45- «Genocidio di circa tre milioni di zingari».

(Disposizioni del Terzo Reich)

                   Ragazzo Fortunato1 bis

“Io vorrei solo quello che mi spetta. Al Comune non chiedo favori, ma solo riconoscimento per il mio stato. Se non c’è niente, io e la mia famiglia camperemo come abbiamo sempre fatto, anche spennando galline altrui e vestendo poveramente. La verità, signora assistente, è che tutti ci chiedono il voto, ma nessuno fa niente per noi. Forse perché abbiamo abiti umili e sporchi e non profumiamo. Tuttavia, si ricordi che noi puzziamo solo di fuori, gli altri, invece, la sporcizia ce l’hanno dentro”.

(Dal colloquio di Maria Angela Zecca con il capofamiglia Rom R.S.R)   

          “Il presente lavoro nasce dal sentimento di rivolta che ogni uomo dovrebbe provare di fronte alle parole del sig. R.S.R. ed il suo impegno trova origine e forza nel desiderio e nella volontà di rendere operanti i principi costituzionali del diritto di ogni cittadino all’uguaglianza, all’istruzione, alla salute, al lavoro ed alla solidarietà sociale. La diversità, infatti, sarà fonte di ricchezza e non di marginalità solo se potrà conciliarsi con il riconoscimento della pari dignità. E ciò sarà possibile a condizione che siano garantiti i principi fondamentali dell’uguaglianza. In caso contrario, è destinata a rimanere un problema, o, nella migliore delle ipotesi, oggetto di interesse e di folclore per gli intellettuali e/o per gli spiriti buoni”.

    Maria       Angela Zecca

…sono un ragazzo fortunato

perché m’hanno regalato un sogno

sono fortunato

perché non c’è niente che ho bisogno

(dalla canzone Ragazzo Fortunato di L. Jovanotti)

Bertold  Brecht

Prima di tutti vennero a

prendere gli zingari e fui

contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli

ebrei e stetti zitto perché mi

stavano antipatici. Poi vennero

a prendere i comunisti ed io

non dissi niente perché non ero

comunista. Un giorno vennero

a prendermi e non c’era rimasto

nessuno a protestare.

Fare non più una cultura che consoli nelle sofferenze,

ma una cultura che protegga dalle sofferenze,

che le combatta e le elimini

(E. Vittorini)

 

Identità negate:

art. 3 della Costituzione Italiana

Tu mi regali

cielo

ed io un velo:

occhi spenti e bendati

per i tuoi diritti

negati

(Maria Angela Zecca)

 Identità negate:

l’alba di Federica

Sorgerà

mai

l’alba

di Federica

in una società

sgomenta,

ostile e

nemica?!

Il chiaro

di un mattino

in cui

un bambino

 potrà viaggiare

sulle ruote

di un sogno

per non avere più dinieghi,

 per non avere più bisogno?!

Esisterà

nel blu

dell’universo

un Dio

 giusto e

diverso,

che

guardi,

con amore

ed accoglienza,

  uomini, donne, bambini

 e  popoli

della differenza?!

Brillerà

 negli spazi siderali,

di Paesi

civili e

occidentali,

un proclama speciale

che riconosca

 ai Rom

il Diritto Naturale

di chi

 è

persona,

libera ed eguale?!

                                                                                           (Maria Angela Zecca)

  Che cos’è

Ragazzo Fortunato

E’ un’idea semplice, che ha incontrato, però, l’adesione di studenti, docenti, operatori e istituzioni (molti Comuni lo hanno adottato!).

E’ guardare alle nuove generazioni come ad una immensa risorsa più che come ad un problema di droga, di disoccupazione o di pensioni.

E’ territorializzare la proposta formativa, sperimentare le abilità apprese e trasformare in competenza attitudini, interessi e disponibilità umane. Ma, soprattutto, è farsi carico dei problemi della Comunità reciprocizzare con i più deboli e/o i diversi (Rom, disabili, a rischio…) perché la solidarietà sia ancora un valore nella nostra comunità.

Il progetto coinvolge ogni anno (vedere progetto in Internet digitando “Zecca Maria Angela”) un certo numero di studenti delle classi 3 – 4 – 5 degli Istituti Superiori (Industriale, Scientifico e Classico) di Casarano, i quali, dopo un percorso formativo, sono impegnati a sostegno delle istituzioni in servizi a favore prioritariamente dell’infanzia (servizi territoriali e/o domiciliari per il sostegno scolastico, per l’apprendimento di abilità informatiche, per attività ricreative…).

Quest’anno sosterranno per la prima volta anche un’associazione di disabili. A fine anno scolastico, sarà riconosciuta un’attestazione valida per il credito formativo.

Poiché i Sud Sound System rappresentano oramai una realtà indiscussa di riferimento per la fascia giovanile salentina e nazionale, il Comune ha avuto il privilegio di esortarli per l’avvio del percorso formativo, quale testimonianza forte di solidarietà a sostegno degli studenti volontari.

                                        

PREMESSA

Ragazzo Fortunato1 bis: per un’eziologia del progetto.

Il 7 Aprile 1999, a Taurisano la canzone di Jovanotti è diventata anche un progetto, grazie al protocollo d’intesa stipulato dal Comune con il Liceo Classico e con l’Istituto Tecnico-Industriale di Casarano.

            La collaborazione dei tre enti è servita a potenziare il Centro di socializzazione del paese dotandolo di ulteriore organico (n° 17 studenti-volontari di classi 4e e 5 e superiori) senza spesa alcuna per il Comune.

            L’apporto gratuito dei tirocinanti ha garantito agli utenti della struttura la fortuna di opportunità formative individualizzate e, perciò, più efficaci, e, agli stessi studenti, quella di un’esperienza didattica qualificante, fortemente connotata in senso solidaristico, nonché certificata ai fini del credito formativo e del risultato dell’esame di Stato.

            Nel corso del progetto, la scoperta di alcuni allievi dell’ISTIG, che l’utilizzo-gioco del computer poteva facilitare nei Rom l’apprendimento della letto-scrittura, ha, poi, trovato conferma in un servizio estivo mirato, realizzato dal Comune di Taurisano con la collaborazione di una Casa Famiglia di Gemini. L’intesa, infatti, ha verificato tutta l’efficacia istruttiva-educativa del computer nell’apprendimento dei Rom.

            Il 17 Settembre 1999, con prot.n.° 13933, dopo la manifestazione conclusiva del servizio, ripresa da Rai 3, il T.M. di Lecce ha ricevuto la seguente comunicazione in merito ai cinque minori Rom affidati con decreto al S.S. comunale di Taurisano:

            “Nel febbraio u.s., questo S.S. aveva scritto a codesto T.M. che, “nonostante i risultati pure ottenuti”, non riusciva ad esprimere compiacimento per la situazione dei cinque bambini. Tanto perché ciò che si auspicava non era già che la loro condizione migliorasse rispetto all’anno precedente, bensì che fosse il più possibile “eguale” a quella dei coetanei, prima che il ritardo nell’apprendimento e la trascuratezza dell’aspetto potessero tradursi in inferiorità culturale e in emarginazione sociale”.

            Ebbene il 1° Settembre u.s., a Gemini questo S.S. non ha visto bambini Zingari o bambini “Zimba” come apostrofano con disprezzo in altri paesi i Rom, MA SOLO BAMBINI, BAMBINI PER LA PRIMA VOLTA “EGUALI”, cioè in grado, come i loro coetanei, di apprendere l’uso del computer, di colmare le proprie lacune, di valorizzare le proprie abilità e, perché no?, di essere bravi. Ed erano eguali non perché sapessero tutti già leggere e scrivere, bensì perché avevano maturato la gioiosa consapevolezza, peraltro condivisa anche dai genitori, di poterlo fare come gli altri bambini.

            Tuttavia, i presenti alla manifestazione, rappresentanti della Scuola, dell’Opera Nomadi, dell’Unicef e di Rai 3, (il giornalista S. Catapano), hanno lanciato in quella sede una provocazione assai stimolante: «Quale continuità avrebbe dato il S.S. di Taurisano all’esperienza di Gemini per valorizzare e rafforzare dei risultati la cui efficacia era, però, “giustificata” da un’offerta di prestazioni fortemente individualizzate? ».

            “Ragazzo Fortunato” ha raccolto la sfida e ha raddoppiato. Ragazzo Fortunato1 bis è, infatti, la continuità naturale delle iniziative che lo hanno preceduto. Nell’ambito di un sistema formativo integrato il suo programma percorre un itinerario di solidarietà per la sperimentazione di un servizio domiciliare, a sostegno della frequenza scolastica di n° 11 Rom sedentarizzati di Taurisano. La forte azione interistituzionale, che la caratterizza, è sostenuta dall’apporto gratuito di n° 13 studenti in tirocinio volontario, iscritti alle classi 4e e 5e superiori dei Licei Classico e Scientifico e del Tecnico Industriale di Casarano, dalla Supervisione del Laboratorio Permanente per i giovani di Lecce e dalla collaborazione dell’Opera Nomadi Nazionale e Provinciale.

            Nell’obiettivo di restituire loro dignità ed uguaglianza, agli 11 bambini è garantita la fortuna di un’opportunità formativa individualizzata e veicolata dall’utilizzo-gioco del computer, regalato ad ognuna delle famiglie destinatarie del servizio.

            Ai n° 13 studenti, invece, è assicurata la fortuna di una proposta socio-educativa territorializzata e fortemente connotata in termini solidaristici, valida ai fini del credito scolastico e della certificazione dell’Esame di Stato, nonché quale titolo per eventuali opportunità lavorative(è questa una delle novità dell’ultimo progetto).

            All’uso indiscriminato e, spesso, inutile e dispendioso delle risorse economiche, Ragazzo Fortunato1 bis contrappone la forza della propria idea: trasformare in competenza e professionalità le attitudini e le disponibilità di una risorsa territoriale, quella giovanile-studentesca, dai più ritenuta un problema. Qualificarla e valorizzarala perché impedisca l’istituzionalizzazione di n° 5 Rom, perché “prenda in carico” chi diverso (e sfortunato) sembra destinato ad un futuro di deprivazione, di diseguaglianza e di emarginazione e, soprattutto, perché apra concreti spazi ad un’efficace dinamica interculturale.

1.     ANALISI DEL PROBLEMA

  1. Problemi e difficoltà.  

            Ente locale

            Secondo la ricognizione effettuata da una famiglia zingara, esistono a Taurisano 15 nuclei di Rom autoctoni, per un totale oggi di 70 persone. In realtà il dato è approssimato per difetto, perché riferito ai soli Rom ritenuti tali dallo stesso gruppo.

            Pur movendosi tuttora nei paesi limitrofi, i Rom di Taurisano risiedono, di fatto, nel Comune da oltre 150 anni; parlano l’italiano e il dialetto, ma gli adulti conoscono anche il romanì, che usano soprattutto durante le fiere, nelle loro “contrattazioni”,per non farsi capire dagli altri. Vivono in gran parte in periferia, in case di proprietà personale e familiare, quasi sempre sprovviste di servizi idrico-fognanti e di riscaldamento e spesso caratterizzate da una precarietà igienico-sanitaria, favorita dalla presenza di stalle attigue.

            Gli adulti sono analfabeti o sanno a malapena scrivere il proprio nome, mentre i più giovani da qualche anno conseguono la licenza media, tra mille sforzi e con scarsi risultati. Gli uomini svolgono essenzialmente i mestieri tipici della tradizione zingara: allevamento di cavalli, vendita di carni equine, raccolta di ferro vecchio, bracciantato, panificazione, carico e scarico di merci pesanti; i più giovani invece si affacciano al mondo del precariato edile e della piccola industria. Le donne svolgono per lo più lavori domestici o di ristorazione; su commissione, cuciono scarpe a domicilio e vanno a giornata in campagna. Le più anziane praticano ancora il “menghel” (l’elemosina) nei paesi vicini, mentre le più giovani chiedono di lavorare nei laboratori di scarpe o di confezione.

            In entrambi i casi, il lavoro è contraddistinto da precariato e sfruttamento. Per questo, a volte, lo si supporta con mille piccole attività, che “sconfinano” nell’illecito e che, nella cultura Rom, si configurano come necessari mali minori.

            Diversi dagli altri compaesani per tratti somatici, stili di vita e valori, i Rom di Taurisano hanno assimilato parte della cultura del luogo non per convinzione, ma per necessità di adattamento e non amano sentir parlare delle loro origini. Del resto, pur essendo Taurisanesi, i Rom del territorio sono per tutti innanzi tutto, “zimba” e sono accettati ipocritamente nel paese, a condizione che la loro presenza non sia visibile né fastidiosa.

            Isolati a scuola, rifiutati dai datori di lavoro, discriminati e senza alcun accesso ai servizi offerti dal territorio, i Rom di Taurisano vivono una condizione di doppia marginalità: una inerente alla loro condizione di disagio, l’altra relativa al gruppo di appartenenza, nell’ambito del quale “esauriscono” la loro socialità. I Rom, infatti, si sposano per lo più tra cugini, facilitando, talvolta, la trasmissione di quelle malattie ereditarie, che ne compromettono la salute. I bambini sono le prime vittime di tanta marginalità, che a volte, trova facile soluzione in misure segreganti.

            L’articolo 3 della Costituzione Italiana afferma che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, senza distinzione di razza “; ma i diritti di ogni uomo all’istruzione, alla salute, al lavoro, alla partecipazione e alla solidarietà sociale non sono operanti nei confronti dei Rom, e non solo di quelli di Taurisano. Tutti i Rom del mondo sono, infatti, espropriati quotidianamente del diritto di essere e di essere persone e cittadini del luogo eletto a proprio domicilio e/o residenza!

            Più diseguali tra “i non eguali”, i Rom si rassegnano ad elemosinare e a rubare per soddisfare i propri bisogni e “sperano” e “non pretendono”, come pure sarebbe giusto, il riconoscimento ed il rispetto delle istituzioni.

            Qualcuno sostiene che il disimpegno di queste ultime è giustificato dall’esigenza di non considerare i Rom dei diversi. Ma stabilire un’eguaglianza formale dei cittadini,misconoscendo le loro differenze sociali, non è forse ipocrita ed improduttivo, allorquando equivale a negare una realtà che viola da secoli i diritti dei Rom, costringendoli a vivere una condizione di esclusione, che dovrebbe offendere il sentimento e lo spirito democratico di ogni uomo?

            Inoltre, c’è poi da sottolineare che, laddove è visibile, l’impegno delle istituzioni sembra rispondere più alle preoccupazioni diffuse e condivise nei confronti dei Rom(inadempienza alle vaccinazioni e problemi igienici, dispersione ed evasione dell’obbligo, furti, accattonaggio, sicurezza), piuttosto che alle difficoltà croniche degli stessi (disparità, discriminazione ed emarginazione che riproducono ignoranza, disoccupazione, miseria, furti e accattonaggio).

            I problemi rilevati sono perciò, chiari quanto di non facile soluzione:come assicurare ai Rom, nel rispetto dei loro valori e delle loro tradizioni, strumenti culturali in grado di impedire che la diversità etnica si trasformi tout-court in inferiorità razziale, culturale e sociale, in un mondo in cui le barriere dell’emarginazione saranno presto delimitate dalla conoscenza delle abilità informatiche?

            Come prefigurare un sistema formativo integrato, che territorializzi e connoti solidaristicamente la proposta educativa al fine di promuovere una cultura che, come sostiene E.Vittorini, non si limiti a consolare nelle sofferenze, “ma che protegga da queste, che le combatta e le elimini?”.

Istituti Superiori

Il D.P.R.n° 275/99, applicativo della Legge n° 59/97, ha stabilito nell’art. 1 che «Le istituzioni scolastiche sono espressioni di autonomia funzionale e provvedono alla definizione e alla realizzazione dell’offerta formativa….. A tal fine interagiscono tra loro e con gli enti locali promuovendo il raccordo e la sintesi tra le esigenze e le potenzialità individuali e gli obiettivi nazionali del sistema d’istruzione» e, nell’art. 3, che «Il piano dell’offerta formativa….riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell’offerta formativa». Ancora meglio nell’art. 9 ha precisato che «Le istituzioni scolastiche, singolarmente, collegate in rete o tra loro consorziate, realizzano ampliamenti dell’offerta formativa che tengano conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico delle realtà locali. I predetti ampliamenti consistono in ogni iniziativa coerente con le proprie finalità, in favore dei propri alunni e, coordinandosi con eventuali iniziative promosse dagli enti locali, in favore della popolazione giovanile e degli adulti».

Pertanto, l’applicazione della nuova normativa scolastica ha imposto la necessità di rinnovare strategie educative e didattiche che

   attingano ad una progettualità più ampia;

   prospettino intese e sinergie interistituzionali;

   sviluppino e valorizzino l’autonomia scolastica;

   territorializzino e conferiscano credibilità alla proposta formativa;

   attuino modalità di formazione individualizzate che abbiano carattere di innovazione e di sperimentazione;

   promuovano una cultura diffusa della reciprocità e della partecipazione, nelle prospettive di una società interculturale;

   approdino ad una preparazione complessiva degli studenti il cui risultato finale, debitamente certificato, costituisca titolo riconoscibile nei paesi dell’Unione Europea, nonché veicolo di concrete opportunità lavorative.

  1. BISOGNI DA SODDISFARE E

         NECESSITA’ DELL’ INTERVENTO

            Ente locale

  Non ricorrere alla misura dell’affido eterofamiliare in favore dei bambini Rom perché provvedimento inidoneo a tutelarne sia il processo di crescita armonica che l’identità culturale.

  Impedire l’istituzionalizzazione di cinque minori Rom, individuando risposte territoriali alternative al ricovero. La segregazione, infatti, rafforza ed esaspera i processi di esclusione sociale, senza dare soluzione alcuna ai problemi della marginalità. «I Rom, minori o adulti che siano, concepiscono lo spazio come estensione del corpo e dello spirito, in un connubio meraviglioso di libertà e di primordialità, che li rende felici ovunque. Una realtà chiusa non potrebbe che soffocare i bambini Rom, contrarne la socialità e trasformarli in tanti piccoli esseri infelici» (Maria Angela Zecca, da una relazione al T.M.).

  Ridurre, prevenire e combattere i fenomeni di inadempienza, di dispersione, di ripetenza e di evasione dell’obbligo, curando l’adempimento dei compiti, la regolarità della frequenza scolastica e l’accrescimento delle competenze attraverso l’acquisizione delle nuove conoscenze.

  Favorire il recupero scolastico di quattro adulti Rom.

  Assicurare ad alcuni minori Rom la fortuna di un’opportunità formativa fortemente individualizzata, e si spera perciò più efficace, al fine di « elevarli alla condizione di eguali, restituendo loro il diritto ad una vita normale, cioè non alterata dalla deprivazione socioculturale e dalla esclusione razziale» (Maria Angela Zecca, da una relazione al T.M.).

  Sostenere le loro famiglie nella quotidianità della vita.

  Facilitare la conoscenza e l’uso di pratiche igieniche atte a favorire i processi di socializzazione e di interazione sociale, nonché a garantire spazi abitativi idonei ad una crescita armonica e serena di persone e sentimenti. (Nell’a:s: 2000-01, non sono mai pervenute segnalazioni di pediculosi relative ai minori Rom di Ragazzo Fortunato 1 bis: è un record! «A settembre 2001, inoltre, superando ogni aspettativa, l’abitazione di …… è stata RIMESSA A NUOVO e oggi i bambini la indicano con orgoglio come la Nuova casa, che nessuno deve sporcare, nemmeno toccandone le pareti» (Maria Angela Zecca, da relazione al T.M.).

  Alimentare le relazioni con i gagè per abbattere i muri della diffidenza e della incomunicabilità.

  Sensibilizzare la collettività intera alla conoscenza del popolo Rom per superare le barriere dell’ignoranza e del pregiudizio, nonché per combattere ogni forma di sgomento, di ostilità, di discriminazione e di razzismo nei suoi confronti.

  Moltiplicare i rapporti dei Rom con le istituzioni, da sempre connotati in termini assistenzialistici, per costruire un processo di graduale, ma continua, soluzione dei loro problemi educativi, socio- sanitario-economici ed interculturali.

  Dare continuità didattico-formativa all’esperienza di Gemini, senza gravare economicamente il Comune, né le famiglie degli utenti.

            Istituti Superiori

–  Assicurare ai ragazzi la fortuna di un’esperienza professionale concreta all’interno di una realtà lavorativa, che sperimenti sul campo le loro abilità e competenze e sviluppi sul territorio cultura della reciprocità e della partecipazione.

– Documentare il tirocinio nel curricolo individuale dei partecipanti ai fini della determinazione del credito scolastico e/o formativo e della valutazione finale dell’Esame di Stato.

–  Annotarlo nella certificazione dell’Esame di Stato, perché costituisca titolo di accesso al mondo del lavoro.

– Dare una risposta qualificata e competente alla domanda formativa delle nuove generazioni, educandole ai valori della diversità e della dinamica interculturale.

– Consentire alle istituzioni scolastiche, tra loro associate, di esercitare l’autonomia di ricerca e sperimentazione (art.6, comma 1 DPR 275/99), stabilendo sinergie interistituzionali.

– Riflettere nel POF le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell’offerta formativa (art. 3, comma 2 DPR 275/99) e interagendo con gli enti locali, ovvero «promovendo il raccordo e la sintesi tra le esigenze e le potenzialità individuali e gli obiettivi nazionali del sistema di istruzione» (art.1, DPR 275/99).

  1. Target
Target specifico

                        Il progetto è rivolto a n°11 minori Rom, in età di obbligo scolastico compresa tra i 6 e i 12 anni.

                        I destinatari sono stati individuati all’interno della comunità Rom di Taurisano sedentarizzata perché

  • segnalati all’A.G.M.;
  • sottoposti a provvedimenti del T.M.;
  • affidati dal giudice ai servizi extrascolastici pomeridiani del territorio;
  • comunque segnalati dai Servizi locali e/o in condizioni di difficoltà e di disagio.

Per motivi di opportunità e di efficacia, sono state fatte eccezioni sia in ordine all’età e alla residenza degli utenti, che alla presenza di atti dell’A.G.M. nei loro confronti.

            Il target è stato necessariamente circoscritto e, quindi, limitato per esigenze di tipo funzionale e non discriminatorio, in quanto presupposto indispensabile per un intervento sperimentale, che vuol essere incisivo ed efficace.

            Si è inteso, poi, privilegiare i bambini, nella consapevolezza che, in un prossimo futuro, sarà loro compito trasformare la realtà che vivono in un esteso villaggio globale.

Target secondario

            In corso di attuazione del progetto, si è reso necessario estendere e diversificare il target iniziale. Sollecitati dall’esperienza dei figli, dei fratelli e dei parenti, infatti, alcuni adulti Rom hanno manifestato la volontà di conseguire il diploma di licenza media inferiore. E’ stato perciò predisposto un servizio domiciliare volto al recupero scolastico di n°4 adulti, di cui tre sposati ed uno celibe, tre residenti nel comune di Taurisano ed uno a Ruffano. L’unico requisito richiesto agli interessati per l’accesso al servizio, infatti, è stata la presentazione dell’istanza di ammissione agli esami presso le sedi scolastiche competenti.

Target trasversale

            Il principio della multidirezionalità ispira e permea i contenuti di Ragazzo Fortunato1 bis. Perciò, pur privilegiando i bambini, il suo programma è rivolto anche

  • agli adulti e alle loro famiglie,
  • alla comunità Rom del paese,
  • all’intera collettività territoriale
  • alle Istituzioni (Tribunale, Procura per i Minorenni, USSM, Laboratorio Permanente per i Giovani, Ufficio Scolastico Provinciale, Scuole),
  • Servizi Sociali locali,
  • alle Associazioni di volontariato e a Enti Morali (Opera Nomadi, ecc.), alle Forze politiche ed economiche,
  • alle Amministrazioni locali.

La vera crescita individuale, infatti, non può essere disgiunta dallo sviluppo familiare e sociale.

            Istituti Superiori

Hanno individuato i n° 14 tirocinanti tra gli allievi dell’I.I.S. “A.Meucci”, del Liceo Classico e del Liceo Scientifico di Casarano

  iscritti alle classi quarte e quinte (eccezionalmente anche terze) delle tre scuole;

  residenti nei cinque paesi del Bacino, organismo interistituzionale costituito ai sensi della L.285/97;

  -disponibili ad aderire al progetto e/o segnalati per particolari meriti.

  1. ASPETTI QUALIFICANTI DELL’INTERVENTO

            Ente locale

   La definizione del Target, pur diversificata, è qualificata nella sua delimitazione interculturale.

   La scelta solidaristica ispira l’attività del progetto: R.F. 1 bis si rivolge, infatti, ad una comunità e a minori che vivono una condizione di grave disparità sociale.

   L’individuazione, la qualificazione e la valorizzazione di risorse territoriali prioritariamente umane e non economiche: i giovani sono dai più considerati un problema. Il progetto promuove il protagonismo e la solidarietà delle nuove generazioni a sostegno dell’impegno istituzionale e civile nei confronti dell’infanzia e delle comunità discriminate.

   La scelta della centralità del sapere come strumento di eguaglianza, di emancipazione, di riconoscimento e di interazione sociale.

   Il sostegno concreto alla rete sociale primaria, la famiglia, quale ambito di relazioni significative per la crescita armonica e serena dei bambini.

   L’interistituzionalità dell’azione: R.F.1 bis trae origine e forza in un’attività corale, che ne permea sensibilmente i contenuti. Il Comune di Taurisano ha come partner tre Istituti Superiori; si avvale della collaborazione di una Scuola Comprensiva, nonché della supervisione del Laboratorio Permanente per i Giovani, un organismo interistituzionale. Inoltre, ha l’attenzione dell’Opera Nomadi Nazionale e Provinciale, un ente morale impegnato da trent’anni in favore del popolo Rom.

   La sperimentazione è strettamente connessa alla innovazione del servizio istituito: R.F.1bis è, innanzi tutto,  un intervento domiciliare a sostegno della frequenza scolastica di bambini Rom.

   L’organizzazione di un servizio, riconosciuto con decreto dal T.M. quale misura territoriale alternativa al ricovero in istituto di minori Rom.

   L’eterogeneità e la complessità dei fini: R.F.1bis vuol garantire diritti e opportunità per restituire dignità ed uguaglianza ai propri destinatari e promuovere occasioni di confronto e di crescita collettiva.

   Il riconoscimento e la valorizzazione di un’identità umana da sempre negata dai gagè: il progetto facilita la conoscenza diffusa della realtà Rom, dai più misconosciuta, al fine di attivare una concreta dinamica interculturale, fondata sulle pari dignità, sulla reciprocità e sull’interazione.

   L’utilizzo e la trasformazione graduale dell’esperienza domiciliare in un momento di crescita collettiva.

            Istituti Superiori

Molte scuole organizzano stages per alunni ed elaborano programmi allo scopo. Allora, quali sono gli elementi che contraddistinguono questo progetto nei confronti di altri? Quali sono gli aspetti innovativi che lo qualificano ?

            Le novità da sottolineare sono le seguenti:

  1. Connotazione solidaristica dell’esperienza formativa : attivando una forte azione interistituzionale, il tirocinio coniuga la pratica disciplinare con l’impegno sociale nei confronti delle minoranze.
  • Orientamento delle nuove generazioni ai valori costituzionali della diversità e del rispetto delle minoranze: lo stage apre alla dinamica interculturale.
  • Inserimento organico del progetto nel POF, ai sensi dell’art. 3 del DPR 275/99: l’iniziativa, infatti, «riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, tenendo conto della programmazione territoriale dell’offerta formativa». Inoltre nell’ambito attuativo della stessa, il tutor dell’I.I.S “A.Meucci” è stato autorizzato al recupero del tempo derivante dalla riduzione dell’ora di lezione.
  • Territorializzazione della proposta socio-educativa: lo stage è noto innanzi tutto per rispondere alle necessità di alcuni minori Rom di Taurisano.
  • Sviluppo di un sistema formativo integrato, ovvero di una scuola che, oltre ad essere centro culturale, sa proporsi al territorio come servizio.
  • Promozione del community care: con il tirocinio, gli alunni sono partecipi e si fanno carico dei problemi di un paese del Bacino.
  • Annotazione dell’esperienza nella certificazione dell’Esame di Stato: la stessa, infatti, potrà costituire per gli studenti volontari titolo di accesso al mondo del lavoro.
  • FINALITA’

            Ente locale

   Rimuovere le cause che ostacolano l’uguaglianza e le pari dignità di tutti i cittadini, « senza distinzione di razza» (art.3 C.I.)

   Attivare politiche sociali volte

  • «alla promozione dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, per lo sviluppo del benessere e della qualità della vita dei minori , per la valorizzazione, nel rispetto di ogni diversità, delle caratteristiche di genere, culturali ed etniche» (art.3 e 7, L.n° 285/97);
  • alla salvaguardia dell’integrità familiare;
  • al diritto di ogni bambino/a di vivere nel proprio ambiente naturale

   Impedire che la diversità etnica dei Rom si traduca tout court in inferiorità razziale, culturale e sociale.

   Stabilire la centralità della cultura nella vita dei minori, proponendole in termini di successo formativo, di superamento delle disuguaglianze sociali, di interazione e di conquista di una diversa qualità della vita.

   Promuovere una solidarietà ed una responsabilità diffusa e condivise nei confronti dell’infanzia discriminata, attraverso l’organizzazione di modalità sinergiche di collaborazione e di rinforzo reciproco tra i diversi soggetti impegnati a vario titolo in suo favore.

   Attivare la solidarietà sociale a sostegno dell’impegno istituzionale per l’infanzia “sfortunata”, trasformando in risorsa territoriale di competenza e professionalità, la “disponibilità” dei giovani ed avviando idonei programmi occupazionali in favore delle nuove generazioni.

   Promuovere la conoscenza e la valorizzazione della cultura Rom, nonché la diffusione di saperi e di politiche che prefigurino una società interculturale, dove parole come tolleranza e solidarietà lascino spazio ad espressioni come riconoscimento dell’altro e sentimenti di reciprocità.

               Istituti Superiori

  1. Attuare efficaci strategie di prevenzione del disagio giovanile, dando valori e contenuti alle nuove generazioni, che siano “altri” rispetto a quelli diffusi (denaro, immagine,consumi,discoteca,competizione ecc.)
  • Ripensare alle radici della nostra didattica e della nostra storia, rimettendo in gioco tutto il vecchio sistema educativo per costruire concretamente una società interculturale, ovvero una realtà che non si limiti a registrare la multirazzialità, ma consideri la diversità (qualunque essa sia) valore e risorsa sociali.
  • Ampliare l’offerta formativa delle istituzioni scolastiche, collegate in rete, tenendo conto delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico delle realtà locali:«I predetti ampliamenti consistono in ogni iniziativa coerente con le proprie finalità, in favore dei propri alunni e coordinandosi con eventuali iniziative promosse dagli enti locali, in favore della popolazione giovanile e degli adulti» (art.9 DPR n°275/99)
  • Prefigurare un sistema socio-educativo integrato che garantisca la fortuna di idonee opportunità formative e di concrete possibilità occupazionali.
  • Dare contenuto ai cambiamenti in atto nel mondo della scuola con esperienze territoriali capaci di assecondarne la portata innovativa.
  • OBIETTIVI

            Ente locale

  •    Obiettivi specifici

  Individuare misure territoriali in favore dei bambini Rom, che siano alternative al ricovero e all’affido eterofamiliare.

  Prevenire e ridurre le situazioni di disagio, di sfaldamento sociofamiliare e di marginalità sociale, attivando servizi domiciliari a sostegno delle famiglie, che ne difendano l’integrità e l’identità culturale.

  Assicurare ad alcuni minori Rom un’opportunità formativa fortemente individualizzata e, si spera, perciò più efficace, al fine di «elevarli alla condizione di eguali, restituendo loro il diritto ad una vita normale, cioè non alterata dalla deprivazione socio-culturale e razziale».

  Ridurre le segnalazioni scolastiche di inadempienza, dispersione, ripetenza e abbandono, nonché quelle di pratiche igieniche inadeguate, supportando alcune famiglie Rom con un servizio domiciliare a sostegno della frequenza scolastica, che assicuri l’adempimento dei compiti, la regolarità delle presenze, l’acquisizione delle nuove conoscenze e, soprattutto, l’accrescimento delle competenze, dell’autonomia e dell’autostima dei minori.

  Favorire il recupero scolastico di adulti Rom che lo richiedano, nella prospettiva di una futura occupazione.

  Sviluppare efficacemente una mentalità legata all’acquisizione delle abilità informatiche per ostacolare l’insorgenza di nuove marginalità sociali.

  Sostenere l’impegno istituzionale nei confronti dei Rom, qualificando le conoscenze e le abilità, le attitudini e gli interessi degli studenti tirocinanti di Scuola Superiore, creando loro condizioni per un futuro sbocco occupazionale.

  Dare continuità didattico-formativa all’esperienza di Gemini, senza gravare economicamente il Comune, né le famiglie degli utenti.

  Ridurre i costi sociali, attivando e valorizzando le risorse territoriali.

  •      Obiettivi Trasversali

  Persuadere gli educatori, le famiglie e gli studenti l’istruzione, prima di essere un dovere ed una costrizione, è un diritto sancito dalla Costituzione Italiana, una norma che può tradursi in scelta gioiosa, in qualità di vita, in lotto e difesa delle sofferenze.

  Favorire l’istituzione e la scolarizzazione di minori e adulti Rom quale strumento privilegiato per

  • garantire loro consapevolezza di sé e delle proprie capacità,autostima, autonomia, gioia di essere e di imparare;
  • superare le barriere dell’incomprensione e dell’intolleranza;
  • costruire un processo di graduale, ma continua soluzione dei loro problemi educativi, sanitari e socioeconomici.

  Rendere operanti i diritti dei minori allo studio, all’istruzione e al successo formativo, allo scopo di garantire quelli all’uguaglianza, alla felicità e alla qualità della vita di tutti i cittadini, trasformando le diversità dei singoli in risorsa e ricchezza sociale, piuttosto che in marginalità e catalogazione di problemi.

  Favorire i processi di socializzazione e di interazione sociale dei Rom, migliorando le loro pratiche igieniche personali ed abitative.

  Trasformare gradualmente l’esperienza domiciliare in un momento di crescita collettiva, al fine di

  • promuovere nella comunità Rom la presa di coscienza della propria identità culturale e sociale, nonché l’autodeterminazione del gruppo;
  • dotare i Rom di strumenti conoscitivi atti ad interpretare, capire e modificare la realtà che li circonda;
  • sensibilizzare la scuola, la chiesa, le associazioni di volontariato e il paese alla conoscenza della realtà dei Rom italiani;
  • responsabilizzare tutte le istituzioni perché riconoscano come eguali a quelli di ogni altro cittadino i diritti dei Rom,
  • agevolando concretamente il loro uso delle risorse e dei servizi territoriali;
  • predisponendo nei bilanci voci mirate che diversifichino e qualifichino domande di aiuto e risposte;
  • alimentare e moltiplicare le relazioni interculturali per creare una proficua dinamica di reciprocità sociale.

                            Istituti Superiori

  • Connotare di significati solidaristici l’apprendimento disciplinare, promuovendo una forte azione interistituzionale, l’assunzione di responsabilità individuali e collettive, nonché il rispetto dei diritti civili di ogni cittadino all’uguaglianza (art.3, C.I:), allo studio (art.34, C.I.) e alla tutela delle minoranze (art.6, C.I.).
  • Fornire un utile raccordo tra scuola e mondo del lavoro.
  • Territorializzare la proposta socio-educativa.
  • Sviluppare strumenti, conoscenze e abilità adeguate alle future opzioni scolastiche e/o professionali
  • Sperimentare le competenze acquisite all’interno di una realtà lavorativa che insegni tempi, regole e modalità di comportamento e verifichi l’efficacia delle scelte già operate.
  • Assicurare un’esperienza formativa valida ai fini del credito scolastico e/o formativo e al risultato finale dell’Esame di Stato.
  • Documentarla nel curricolo individuale degli studenti, ovvero nella certificazione dell’Esame di Stato, perché costituisca titolo per future opportunità di lavoro.


  • ATTORI DELL’INTERVENTO

Soggetto promotore:                    Comune di Taurisano

Soggetti attuatori:                          Comune di Taurisano

                                                           I.I.S. “A.Meucci”

                                                           Liceo Classico con annesso

Istituto Magistrale “F.A. Astore”

                                                           Liceo Scientifico “G.C.Vanini”

di Casarano (LE)

Soggetti di collaborazione:         Scuola Media e

Istituto Comprensivo di Taurisano

                                                           Opera Nomadi Nazionale e

Opera Nomadi Provinciale (Le)

                                                           Volontariato

Soggetto di valutazione:              Laboratorio Permanente  per i Giovani

  di Lecce

Soggetto responsabile:                 Comune di Taurisano

  • PIANO FINANZIARIO

            Com’è negli intenti di Ragazzo Fortunato, anche il presente progetto non prevede la formalizzazione di un piano finanziario. La sua realizzazione, infatti, è affidata all’opera di volontariato degli allievi dei tre Istituti Superiori di Casarano.

            Tuttavia, ciò non vuol dire escludere la necessità di risorse economiche, come molti amministratori amerebbero pensare, bensì puntare prioritariamente su quelle umane del volontariato studentesco, qualificandole e valorizzandole.

            Alcune voci di spesa, perciò, anche se non quantificate, meritano in ogni caso di essere menzionate:

  • assicurazione degli studenti;
  • rimborso spese per il trasporto di n° 2 allievi-tirocinanti, residenti nei Comuni di Acquarica del Capo e Presicce;
  • acquisto di n° 3 computers;
  • acquisto di materiale didattico e di facile consumo per minori ed adulti;
  • acquisti vari per i minori (regali, gelati …..);
  • spese di trasporto per attività formative degli studenti;
  • rimborso spese per il trasporto di formatori e collaboratori;
  • spese telefoniche e di cancelleria;
  • spese di stampa del progetto

            Il comune di Taurisano ha fatto fronte alle esigenze economiche citate, istituendo “di fatto” una propria disponibilità in bilancio, ricorrendo alla generosità dei propri partners e alla solidarietà dei collaboratori e di alcuni privati cittadini (il progetto è stato “sollecitato” anche da alcune donazioni!).

  • Descrizione e modalità operative dell’intervento

(vedere protocollo d’intesa)

  • MODALITA’ DI GESTIONE

Stipula di un protocollo d’intesa tra il Comune di Taurisano, l’Istituto Tecnico Industriale, il Liceo Classico ed il Liceo Scientifico di Casarano.

Collaborazione con il Laboratorio Permanente per i Giovani di Lecce, con l’Opera Nomadi Nazionale e Provinciale, con la Scuola Media e l’Istituto Comprensivo di Taurisano e con il Volontariato.

  • MODALIA’ DI VERIFICA

E INDICATORI DI PROCESSO

Per la verifica “in itinere” del lavoro svolto sono stati predisposti incontri periodici di formazione con i tirocinanti, con gli organi scolastici, con le famiglie degli utenti e con l’organo supervisore, nonché cartelle e schede informativo-valutative da compilare ad opera dei docenti dei bambini e degli allievi tirocinanti, sentite le famiglie degli utenti.

Gli indicatori di processo utilizzati fanno riferimento a:

  • dati quantitativi: numero e qualità degli utenti;
  • risorse impiegate: umane, strumentali ed economiche;
  • scopi: molteplici ed eterogenei;
  • tempi: 200/2001
  • rischi: vedere indicatori di risultato.

Inoltre, poiché i destinatari del servizio domiciliare a sostegno della frequenza scolastica sono minori in condizione di forte disparità sociale, affidati al S.S. Comunale con provvedimento del T.M. e/o comunque segnalati, alcuni indicatori sono stati più specifici per quanto concerne

dati quantitativi: numero dei ragazzi segnalati e/o in affidamento e numero dei minori ammessi a beneficiare del servizio, registrazione della loro presenza scolastica e della loro adesione all’attività domiciliare: non sempre, infatti, i due dati coincidono!

efficacia: presenza di progetti individualizzati, livello igienico, regolarità della frequenza scolastica e assolvimento dei compiti quotidiani, apprendimento e accrescimento delle competenze, riduzione graduale dei comportamenti aggressivi e/o irregolari, fiducia in sé, autonomia, comunicazione verbale e non, integrazione.

TUTTAVIA

Per essere corretta e puntuale, la verifica di un qualsiasi lavoro deve necessariamente essere periodica: in caso di inefficacia e/o inefficienza dell’intervento, infatti, potrà risultare indispensabile riorientarne e adeguarne le modalità attuative, anche in itinere, sia con riferimento ai mezzi e al personale utilizzati, che al numero di utenti previsti e agli scopi perseguiti.

  • INDICATORI DI RISULTATO

Per la valutazione delle finalità e degli obiettivi raggiunti sono state predisposte delle schede, che saranno compilate dagli organi scolastici e dai tirocinanti, sentite le famiglie degli utenti, ed i cui indicatori di risultato dovranno tener conto dei seguenti criteri:

Efficacia: l’opportunità formativa assicurata risponde ai bisogni dei minori?(Rimozione di eventuali svantaggi, successo scolastico, regressione di comportamenti aggressivi, crescita dell’autonomia, dell’autocontrollo e  dell’autostima, sviluppo di attitudini ed interessi, cura dell’igiene, diminuzione delle segnalazioni per problemi igienici, di dispersione e di abbandono scolastici, nonchè di provvedimenti dell’A.G.M.).

Accessibilità: il servizio domiciliare ha luoghi, orari e organizzazione veramente fruibili? E, soprattutto, in caso di necessità, favorisce l’estensione dell’utenza?

Equità: gli utenti possono fruire tutti del servizio indipendentemente dalla diversità dei contesti socio-familiari e culturali di appartenenza?

Efficienza: ovvero il rapporto tra i risultati conseguiti e le risorse impiegate.

I risultati saranno valutati a fine anno scolastico unitamente all’attività di tirocinio svolta dai 14 allievi.

Tuttavia, al fine di essere obiettiva e corretta, la valutazione non potrà non tener conto dei seguenti elementi di rischio, che costituiscono certo motivo di ostacolo alla riuscita del progetto:

Specificità del target: gli utenti sono tutti soggetti appartenenti ad etnia Rom, in condizione di forte disparità sociale, segnalati dai Servizi Teritoriali  e/o, comunque, affidati dall’A.G.M.;

Livello iniziale dei destinatari: gli utenti sono per lo più minori segnalati per problemi igienici, irregolarità scolastiche, insuccesso formativo e scarsa e/o nulla interazione sociale (una professoressa di Scuola Media ad una bambina Rom:«perché non socializzi con le compagne?» Risposta della bambina:«Sono loro che non vogliono parlare con me»);

Impatto ambientale: la tematica del progetto non riscuote né consenso né facile adesione;

Risorse: quasi sempre inadeguate quelle strumentali ed economiche e di complessa concertazione quelle umane;

Tempi: quelli “lunghi” richiedono l’assiduità e la costanza dell’impegno dei tirocinanti e, in generale, di tutti i partners e i collaboratori del progetto;

Scopi: la loro eterogeneità non favorisce né la pianificazione del lavoro né, tanto meno, i suoi risultati;

senza poi contare il possibile rischio causato da

  • elementi di variabilità: non si può sempre sapere che cosa faranno gli altri partners e tirocinanti, soprattutto in un’azione concertata in tempi lunghi;
  • elementi di imprevedibilità: i tirocinanti e i collaboratori possono venire meno o limitare il proprio impegno anche  per varie ragione (malattia, difficoltà personali, sociali, istituzionali).


  1. DOCUMENTAZIONE

Sebbene “Ragazzo Fortunato 1 bis” abbia una documentazione specifica per il controllo e la verifica dei risultati, costituita essenzialmente da

  • protocollo d’intesa con i partners
  • percorso formativo degli allievi
  • diario degli interventi
  • cartelle degli utenti e relativi registri delle presenze
  • diario di bordo dei tirocinanti-volontari
  • scheda informativo-valutativa degli insegnanti e dei tirocinanti
  • attestati e schede di valutazione finali dei tirocinanti,

si ritiene utile rinviare ai soggetti promotori e responsabili del progetto le misure necessarie più idonee al controllo degli interventi disposti, per meglio adeguarle alla loro efficacia ed efficienza.

 

 

Eredità d’amore

(Contro tutte le guerre.  Dedicata al popolo Rom,  gente di pace)

Ragazzo,

tu  chiedi:

                                                                               “La pace

 cos’è?”

Come posso spiegarti?

La pace

è incontro d’amore

di lingue e Paesi,

di credo e diversità.

La pace

è universo di musica e danza,

di idee e sentimenti,

di arti e civiltà.

La pace

è comunità solidale

 d’intenti, giustizia e uguaglianza,

di pari opportunità e fratellanza.

La pace

è altissimo dono

di uomini e donne

a vecchi e bambini.

La pace

è storia e memoria

di eventi, di lutti,

di gente comune e di eroi.

La pace

è valore,

speranza di cielo,

futuro di vita e di terra.

Non dimenticarlo mai,

figlio mio.

                                                                                                      (Maria Angela Zecca)

   ALLEGATI

Protocollo d’Intesa

Fra

Il Comune di Taurisano,

e

Il Liceo Classico con annesso

Istituto Magistrale “F.A. Astore”,

L’I.I.S.A. Meucci

e

Il Liceo ScientificoG.C. Vanini“,

di Casarano (Le),

per l’attuazione del progetto:

 Ragazzo Fortunato1 bis

                                         ovvero

Un itinerario di solidarietà  nell’ambito di un sistema formativo integrato per la sperimentazione di un servizio domiciliare a sostegno della frequenza scolastica di minori ROM.


Protocollo d’Intesa

Il Comune di Taurisano

  e

il Liceo Classico con annesso Istituto Magistrale F.A. Astore, l’I.I.S.A. Meucci e il Liceo Scientifico G.C. Vanini di Casarano (Le),

con la collaborazione

del Laboratorio Permanente per i Giovani di Lecce, dell’Opera Nomadi Nazionale e Provinciale, della Scuola Comprensiva e della Scuola Media di Taurisano, nonchè del volontariato territoriale;

nel rispetto dei propri ruoli istituzionali,

 Tenuto conto

che la nostra società non accoglie idoneamente una fascia sociale debole come quella dei Rom italiani, né favorisce il diritto di questi ultimi di essere e di essere persone, con una dignità che merita riconoscimento e rispetto;

che ad ogni Rom  sedentarizzato sono riconosciuti solo “teoricamente” i diritti civili costituzionali, ivi compreso quello di essere cittadino del luogo eletto a proprio domicilio, perché, di fatto, è accettato “ipocritamente” nel paese di residenza e a condizione che la sua presenza non sia visibile né fastidiosa;

che tale condizione di disparità giuridica è causa ed origine di un’esclusione sociale che, nei Rom stanziali , si traduce in

  • inadeguatezza delle condizioni igienico-sanitarie delle abitazioni;
    • assenza di reddito fisso o, comunque, presenza di redditi molto bassi, derivanti da pensioni sociali o d’invalidità;
    • scarso assolvimento dell’obbligo scolastico;
    • analfabetismo degli adulti;
    • mancanza di strumenti e di risorse comunicative di base per capire e cambiare la propria condizione di vita;
    • mancata qualificazione e riconversione professionale;
    • difficoltà familiari quotidiane;
    • scarso e/o nullo uso delle risorse territoriali;

che tale stato di emarginazione e di sofferenza colpisce prioritariamente i bambini, soggetti socialmente deboli e senza voce e, talvolta, a rischio di istituzionalizzazione;

 Ritenuta

la necessità attuale della scuola di rinnovare le proprie strategie educative e didattiche perché

si raccordino al territorio;

attingano ad una progettualità più ampia;

prospettino intese e sinergie interistituzionali,

sviluppino e valorizzino l’autonomia scolastica,

territorializzino e conferiscano credibilità alla proposta formativa,

attuino modalità di formazione individualizzate che abbiano carattere di innovazione e di sperimentazione;

promuovano una cultura diffusa della reciprocità e della parteci-

  pazione, nella prospettiva di una società interrazziale;

approdino ad una preparazione complessiva degli studenti, il cui risultato finale, debitamente certificato,costituisca titolo riconoscibile nei paesi dell’Unione Europea, nonché veicolo di concrete opportunità lavorative;

nel quadro di più efficaci politiche sociali e in applicazione del D.P.R. n°275/99, intendono convergere in un’azione comune allo scopo di approntare e sottoscrivere un protocollo d’intesa volto alla realizzazione del progetto

Ragazzo Fortunato1 bis

                                                                       o v v e r o

un itinerario di solidarietà nell’ambito di un sistema formativo integrato, per la sperimentazione di un servizio domiciliare a sostegno della frequenza scolastica di minori Rom.

a) Descrizione dell’intervento

L’iniziativa

  • si avvale di una forte sinergia interistituzionale;
  • è rivolta
    • a n°11 minori Rom, in età di obbligo scolastico compresa tra i 6 e i12 anni, 6 dei quali in affidamento al S.S. Comunale con decreto del T.M.;
    • a n° 4 adulti Rom, che, in seguito, hanno presentato istanza per conseguire il diploma di Licenza Media inferiore;
    • alle famiglie degli utenti e all’intera comunità zingara di Taurisano;
    • alla collettività territoriale;
    • a n°14 studenti in tirocinio formativo;
    • alle Istituzioni (EE.LL.,Scuole, SS.SS., Tribunale per i Minorenni, Procura per i Minorenni….), alle forze politiche ed economiche, agli Enti Morali (Opera Nomadi…) e al Volontariato;
  • mira a sperimentare senza oneri per l’Ente, un servizio domiciliare volto al sostegno della frequenza scolastica di n°11 minori Rom e al recupero dell’obbligo di n°4 adulti (tale attività si è resa necessaria “in itinere”), grazie all’apporto gratuito del tirocinio-volontario di n°14 allievi unitamente all’impegno del tutor dell’ I.I.S. “A.Meucci” di Casarano e di 2 insegnanti -volontari;
  • intende riconoscere, qualificare e valorizzare il servizio degli allievi tirocinanti, sia ai fini didattico-formativi che professionali.

b) Obiettivi e Finalità

L’iniziativa è intitolata ad una canzone di Jovanotti, perché, nel caso dell’Ente Locale, ha i seguenti obiettivi :

  • assicurare a n°11 minori Rom la fortuna di un’opportunità formativa fortemente individualizzata e veicolata dall’uso del computer, ovvero idonea a garantire con i diritti allo studio, all’istruzione e al successo educativo il possesso di strumenti conoscitivi atti
  • ad elevare alla condizione di eguali i diversi (o sfortunati?), soprattutto per appartenenza etnica;
    • ad impedire che la loro deprivazione socio-culturale si traduca in inferiorità umana e in incapacità di soddisfare i propri bisogni;
    • a difenderli dai disagi e dai rischi di …istituzionalizzazione;
    • a combattere e possibilmente ad eliminare le loro sofferenze;
  • garantire alle loro famiglie e alla comunità Rom di Taurisano le risorse comunicative di base e i momenti di quotidiana relazione con la realtà “altra” dei gagè, attraverso la presenza domiciliare degli studenti in tirocinio formativo e quella degli insegnanti impegnati nel recupero scolastico dei 4 adulti;
  • creare agli altri destinatari del progetto concrete ed efficaci occasioni di scambio e di confronto interculturale, nonché di conoscenza di una realtà spesso negata;

Con i fini precipui di

  • -ribadire la centralità della cultura come strumento di successo formativo, di superamento delle diseguaglianze, di riconoscimento della propria identità e di conquista di una diversa (o solo più eguale?) qualità della vita;
  • -superare le barriere dell’incomprensione e dell’intolleranza per costruire un processo di graduale, ma continua, soluzione dei problemi educativi, sanitari, socio-economici dei Rom e di tutti i diversi del mondo, attraverso il loro inserimento nella rete dei servizi e dell’occupazione;
  • -attivare una dinamica interculturale che combatta ogni forma di ostilità, di discriminazione e di razzismo nei confronti degli zingari e di ogni diverso, per rendere operanti i diritti sanciti dagli art. n° 3 (uguaglianza), n° 2 (solidarietà), n° 6 (tutela delle minoranze), n° 4 (lavoro), n° 32 (salute) e n° 34 (studio) della Costituzione Italiana.

Tanto perché tutti, e non solo pochi privilegiati, possano cantare con Jovanotti

«Sono fortunato

      perché non c’è niente che ho bisogno»

e, per ciò che attiene ai tre Istituti, persegue gli scopi di

  • assicurare ai ragazzi la fortuna di un’esperienza formativa qualificante, riconosciuta ai fini didattici e professionali, ovvero un tirocinio-volontario all’interno di una realtà lavorativa capace di
  • sviluppare strumenti, conoscenze e abilità adeguate alle future opzioni;
    • insegnare tempi, regole e modalità di comportamento degli adulti;
    • sperimentare le competenze acquisite;
    • connotare di significati solidaristici i contenuti disciplinari, con l’assunzione di responsabilità individuali e collettive;
    • dare valori e contenuti “altri” rispetto a quelli diffusi (denaro, immagine, consumismo, discoteca, competitività…);
    • preparare alla dinamica interculturale

nella finalità di

prefigurare un sistema formativo integrato, più aderente ai bisogni di crescita, di solidarietà e di professionalità del territorio, che dia identità locale alle strategie educative e sviluppi la propria autonomia in sinergia con le altre istituzioni;

o v v e r o

un sistema scolastico che dia significato e contenuto ai cambiamenti in atto nel mondo della scuola con esperienze capaci di assecondarne la portata innovativa e di attivare efficaci strategie di prevenzione del disagio giovanile, garantendo ai ragazzi la fortuna di un patrimonio culturale che sappia tradurre la complessità del sapere in termini di crescita umana e di autonomia di pensiero, di rispetto della diversità e di reciprocità sociale.

c) Modalità operative, controlli e valutazione:

    oneri e compiti degli Enti sottoscrittori

Per il raggiungimento delle finalità e degli obiettivi sopracitati, i tre Istituti si impegnano ad assicurare i seguenti adempimenti:

  • segnalare al Comune gli alunni delle classi 4 e 5 Superiori (eccezionalmente, anche terze) motivati, con specifiche competenze e/o attitudini, residenti nei cinque paesi del Bacino di Taurisano (Acquarica del Capo, Presicce, Ruffano, Supersano e Taurisano) e disponibili a partecipare all’iniziativa di Ragazzo Fortunato 1 bis;
    • dopo aver avuto conferma della loro adesione, concertare e sottoscrivere un Protocollo d’Intesa per siglare l’accordo interistituzionale volto alla realizzazione del Progetto;
    • inserire organicamente l’iniziativa nel P.O.F., ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. n°275/99;
    • nominare n°3 tutors scolastici (1 per ogni scuola) con il compito di coadiuvare il tutor comunale nelle attività di coordinamento dell’iniziativa e di assistenza “in itinere” dei tirocinanti, nonché di espletamento degli adempimenti formali;
    • nell’ambito dell’autonomia decisionale di ogni singola scuola, autorizzare il tutor all’attività domiciliare volontaria in favore dei n° 4 adulti Rom, anche a recupero del tempo derivante dalla riduzione dell’ora di lezione;
    • autorizzare n°14 allievi , di cui n°7 dell’I.I.S. “A.Meucci”, n°4 del Liceo Classico con annesso l’Istituto Magistrale e n°3 del Liceo Scientifico di Casarano a prestare attività gratuita di tirocinio, in qualità di educatori (accorpati per competenze), presso il domicilio di n°5 famiglie Rom di Taurisano allo scopo di assicurare un servizio a sostegno della frequenza scolastica di n°11 bambini Rom;
    • avviare il tirocinio a partire dal 20 aprile 2000 e fino al 9 giugno 2001 (con possibilità di riconferma nell’a.s. 2001-2002) per n° 2 o 4 ore settimanali e,comunque, per un’attività di volontariato non inferiore a n° 90 ore, di cui almeno 30 di formazione e 60 di servizio;
    • se minorenni, acquisire agli atti il parere favorevole dei genitori;
    • predisporre in fase di avvio, nonchè di valutazione finale, una scheda individuale degli alunni tirocinanti con l’annotazione delle loro competenze, conoscenze, attitudini ed interessi;
    • accreditare l’esperienza maturata nel credito scolastico e/o formativo di ogni tirocinante perché concorra adeguatamente alla valutazione finale dell’Esame di Stato e sia annotata debitamente nella sua certificazione;

e, per ciò che attiene agli oneri economici,

  • garantire la copertura assicurativa dei 14 allievi-tirocinanti , sia per gli infortuni in itinere, che per l’attività da questi svolta e/o per eventuali responsabilità civili;
    • stabilire, nell’ambito della propria autonomia, mezzi e modalità di incentivazione (rimborso-spese…) per quegli allievi-volontari residenti in comuni diversi da quello sede di servizio (Taurisano);
    • supportare l’Ente locale, sempre nell’ambito dell’autonomia, per le spese di gestione dell’iniziativa non quantificate (vedere, nel progetto, il piano finanziario)

mentre l’ente locale si assume i seguenti compiti

  • predisporre sul proprio territorio l’azione in favore dell’infanzia e dell’adolescenza, che può essere “eccezionalmente” realizzata con il tirocinio-formativo di studenti-volontari, il cui servizio dovrà integrare e potenziare le attività scolastiche ed extrascolastiche territoraiali senza mai sostituirle né duplicarle;
    • contattare gli Istituti Superiori territoriali, che formano alunni con professionalità spendibili nell’ambito dell’intervento definito;
    • invitare i Dirigenti scolastici a segnalare gli studenti in possesso dei requisiti sopracitati;
    • confermare con uno o più incontri preliminari la loro adesione;
    • individuare i partners, i collaboratori, i volontari e l’organo supervisore del progetto;
    • approntare e sottoscrivere un protocollo per siglare l’intesa volta alla realizzazione dell’iniziativa, indicando nel documento l’esatto numero dei tirocinanti, dei tutors scolastici (3) e del tutor comunale (1)
    • nominare il tutor comunale, che, oltre ai compiti assegnati ai tutors scolastici, dovrà svolgere, adeguatamente supportato, ogni funzione relativa alla gestione del progetto
    • concertare la sinergia interistituzionale con
  • il Laboratorio Permanente per i Giovani di Lecce, quale organo di Supervisione e di valutazione finale del progetto;
  • l’Opera Nomadi Nazionale e Provinciale, come importanti strumenti di approfondimento della realtà Rom;
  • i docenti della Scuola Comprensiva e della Scuola Media di Taurisano, in qualità di interlocutori privilegiati degli studenti;
  • il tutor scolastico e con i due insegnanti volontari, quali soggetti impegnati nell’attività di recupero scolastico dei 4 adulti Rom;
    • predisporre ogni atto utile a documentare l’iniziativa;
    • acquisire agli atti le autorizzazioni scolastiche dei tirocinanti, corredate della necessaria documentazione;
    • curare la loro formazione;
    • concertare, con docenti e tirocinanti, il programma individualizzato d’intervento in favore dei bambini, suscettibile, dopo le verifiche in itinere”, di modifiche e di adeguamento;
    • dotare gli allievi-volontari del corredo necessario alla loro attività di educatori (cartella dei singoli utenti, registro delle presenze, diario di bordo, ecc.);
    • avviarli al servizio domiciliare a sostegno della frequenza scolastica presso le abitazioni di n° 5 nuclei Rom allo scopo di garantire un’opportunità formativa fortemente individualizzata e veicolata dall’uso del computer;
    • attuare ,di concerto,le verifiche periodiche e la valutazione finale dell’iniziativa;
    • registrare, con i tutors scolastici, il servizio svolto dai 14 tirocinanti;
    • esaminare, ai fini della valutazione, solo quello che ammonta almeno a n°90 ore di volontariato, assicurate, salvo eccezioni motivate, con assiduità settimanale e fino alla conclusione dell’esperienza;
    • rilasciare, a chiusura dell’iniziativa e di concerto con i tutors scolastici, un attestato e una scheda di valutazione finale ai tirocinanti, nei quali siano evidenziate le ore di servizio prestate le mansioni svolte e le capacità dimostrate, perché l’esperienza maturata
  • sia recepita ai fini del credito scolastico e/o formativo;
  • concorra alla valutazione dell’esame di stato
  • e sia debitamente annotata nella certificazione finale, perché costituisca titolo di accesso al mondo del lavoro;
    • limitatamente agli studenti delle classi quinte, precedere, entro il 15 maggio, tali attestazioni con una comunicazione, che ne anticipi i contenuti ai fini della determinazione del credito scolastico e/o formativo;
    • segnalare ai Sindaci dei comuni di provenienza i tirocinanti che hanno raggiunto n°150 ore di servizio volontario, quale titolo di merito;

e, per ciò che attiene agli oneri economici,

  • acquisire mezzi, strumenti (Il computer sarà regalato ad ogni famiglia sede di servizio) ed ogni altro materiale necessario alla realizzazione del progetto, con il supporto facoltativo dei 3 Istituti Superiori per le spese di gestione non quantificate.

Letto, confermato e sottoscritto in data

Liceo Classico                                           I.I.S “A. Meucci”                           Liceo Scientifico

con ann.sso Istituto Magistrale                                                                                             “G.C.Vanini”

              “F.A. Astore”

__________________________                   ________________________               _______________________

                                                                          Comune di TAURISANO

                                                                                   IL SINDACO

                                                               ___________________________________

PRESENTAZIONE RUBRICA IN LINGUA ROMANI’

All’interno del Progetto “Ragazzo Fortunato 1 bis”, “Un itinerario di solidarietà nell’ambito di un sistema formativo integrato per la sperimentazione di un servizio  domiciliare a sostegno della frequenza scolastica di minori Rom”, su richiesta di quattro Rom  adulti motivati dal lavoro svolto dai più piccoli, dal 7 marzo 2001 è stato attivato un corso per il conseguimento del diploma di licenzia media inferiore (tenuto da docenti volontari, a titolo gratuito).

Tra i “fini precipui” del Progetto, vi era, infatti, “la centralità della cultura come strumento di superamento delle disuguaglianze, di riconoscimento della propria identità e di conquista di una diversa qualità della vita”.

Seguendo la strategia di partire comunque dai bisogni e dalle tradizioni Rom, gli insegnati hanno volturo valorizzare gli aspetti più originali della cultura zingara. Tra questi  figura senza meno il patrimonio linguistico dell’Etnia Rom: il Romanì.

Si tratta di un lingua antica di secoli, di origine incerta, di trasmissione essenzialmente orale e dotata di una sintassi elementare. Contaminata dai dialetti locali, pur mantenendo inalterata la propria struttura fondante, in realtà si diversifica a seconda dei territori di appartenenza dei Rom sedentarizzati.

Uno dei candidati alla Licenza Media, il sig. Angelo Rinaldi, ha accettato di redigere una rubrica di traduzione di parole italiane in Romanì. Non è stato facile persuaderlo, perché questa lingua è conservata “gelosamente” dagli anziani, quale raro spazio di assoluta libertà per i Rom: permette loro, infatti, di comunicare (soprattutto nelle contrattazioni e nelle fiere) senza farsi capire dai “gagè”.

                                                                                         Il tutor scolastico

                                                                                     Prof. Salvatore Conte

                       MINORANZA ROM

Distribuzione per Comune

  1. Consistenza numerica: secondo la ricognizione effettuata da una famiglia Rom, esistono a Taurisano 15 nuclei di Rom sedentarizzati per un totale di 65 persone. In realtà, il dato è approssimato per difetto, perché riferito ai soli Rom ritenuti tali dallo stesso gruppo (es.: una Rom che sposa un gagè non è più considerata parte del gruppo nemmeno dai parenti!).
  1. Cittadinanza: Italiana.
  1. Dislocazione: prioritariamente, in abitazioni situate nelle zone periferiche del paese ed ora anche in alloggi popolari.
  1. Occupazioni svolte: gli uomini svolgono essenzialmente i mestieri tipici della tradizione zingara: allevamento di cavalli, vendita di carni equine, raccolta di ferro vecchio, bracciantato, panificazione, carico e scarico di merci pesanti; i più giovani, invece, si affacciano al mondo del precariato edile e della piccola industria. Le donne svolgono per lo più lavori domestici o di ristorazione; su commissione, cuciono scarpe a domicilio e vanno a giornata in campagna. Le più anziane praticano ancora il “menghel” (l’elemosina) nei paesi vicini, mentre le più giovani chiedono di lavorare nei laboratori di scarpe, di confezione o presso ditte di surgelazione.

In ogni caso, il lavoro è contraddistinto da precariato e sfruttamento. Per questo, a volte, lo si supporta con mille piccole attività, che possono sconfinare nell’illecito e che, nella cultura Rom, si configurano come necessari mali minori.

  1. Assistenza sociale e servizi sociali: agli inizi, l’assistenza si traduceva per lo più in misure economiche; ora anche queste sono state finalizzate all’integrazione del gruppo nel paese (buoni pasto per i minori della scuola materna, acquisto materiale didattico, etc…).

Inoltre, dal 1995 è in atto una progettazione tesa a restituire identità, dignità ed uguaglianza alla piccola comunità, che dal ’99 fruisce dei seguenti servizi: servizio domiciliare a sostegno della frequenza scolastica di bambini Rom con l’utilizzo di computer; servizio extrascolastico pomeridiano; servizi socio-ricreativi (vedere progetto “Tuttinsieme”), affido, etc…

  1. Assistenza sanitaria: come da legge. Spesso il comune, però, interviene per garantire protesi, medicinali, cibo dietetico, etc…
  1. Situazioni alloggiative: dei 15 nuclei censiti, solo uno vive in casa in affitto ed un altro in abitazione popolare. I Rom, infatti, vivono nella gran parte dei casi, in alloggi di proprietà personale o familiare. Questi si presentano dignitosi, ma quasi sempre sono sprovvisti dei servizi idrico-fognanti e di riscaldamento. Inoltre, talvolta, sono anche caratterizzati da precarietà igienico-sanitaria, favorita dalla presenza di stalle attigue.
  1. Religione: cristiano-cattolica.
  1. Lingue parlate e problematiche: i Rom di Taurisano parlano l’italiano e il dialetto, ma gli anziani e i giovani-adulti conoscono anche il romanì, che custodiscono gelosamente perché utilizzato soprattutto nelle contrattazioni e nelle fiere per non farsi capire dagli altri.

Le problematiche maggiormente registrate da questo Ufficio sono le seguenti:

  • presenza, tuttora di casi di scarsa igiene personale;
  • inadeguatezza delle condizioni igienico – sanitarie di alcune abitazioni;
  • presenza diffusa di malattie ereditarie e/o genetiche;
  • analfabetismo degli anziani;
  • scolarizzazione scarsa e nulla dei giovani adulti (quest’Ufficio ha fatto recuperare l’obbligo scolastico a n. 2 Capofamiglia e ad un maggiorenne Rom), ridotta all’essenziale nei minori (obbligo scolastico),

con conseguente

assenza degli strumenti della comunicativa di base, atti a decodificare, a capire e ad interpretare la realtà che li circonda;

incapacità di accedere alle risorse sociali e territoriali;

inadeguatezza nella gestione di attività in proprio;

impossibilità a partecipare all’organizzazione politica, economica e sociale del paese;

  • disoccupazione e precariato sociale;
  • mancata qualificazione e/o riconversione professionale;
  • assenza di reddito fisso o, comunque, presenza di redditi bassi derivanti da pensioni sociali o di invalidità;
  • difficoltà familiari quotidiane;
  • discriminazioni, emarginazione ed esclusione sociale.
  1. Livello di scolarità: grazie all’impegno del Comune, tutti i minori hanno conseguito la licenza media. Inoltre, da quest’anno ben due ragazze Rom frequentano il 1° anno di Scuola Superiore.
  1. Uso della lingua in attività scolastiche: nessuno!
  1. Aspetti Culturali (tradizioni religiose, culturali e letterarie, etc.): quest’Ufficio non ha avuto ancora il tempo di elaborare a riguardo. E’, tuttavia, a conoscenza di veri e propri riti relativi a nascite, matrimoni e, soprattutto, a funerali, nonché di partecipazioni sentite a fiere e festività (San Marco, San Giorgio, San Gabriele, San Rocco…).
  1. Forme associative: gruppi (o clan?) familiari.
  1. Organi di stampa: nel paese non esiste produzione letteraria (nel 2001, quest’Ufficio ha convinto con fatica un Capofamiglia Rom a scrivere un piccolo vocabolario di termini Romanì).
  1. Grado di integrazione del gruppo minoritario nella comunità locale: scarso e nullo. E’ con profondo dolore che quest’Ufficio, accusato di occuparsi troppo di Rom, riferisce di essere tuttora l’unico e il solo strumento in grado di consentire al gruppo la comunicazione con la realtà “altra” dei Gagè. Dopo molto lavoro, i soli risultati ottenuti riguardano le istituzioni e il mondo della scuola, anche se, nel 2001, il progetto “Tuttinsieme” ha, di fatto, aperto un piccolo varco nella comunità locale. Quest’Ufficio ha lanciato una sfida: i Rom risorsa e non problema di Taurisano (la danza delle spade “docet” a riguardo).
  1. Attività come raduni, feste popolari: vedere punto 12 e, in particolare, la festività di San Rocco. I Rom di Taurisano, infatti, si ritengono i detentori della tradizione della Danza delle Spade. Quest’Ufficio è stato invitato a partecipare con alcuni Rom ad una manifestazione internazionale – Perugia Classico – e ai Carnevali di Venezia del 2002 e del 2003.
  1. Principali problematiche nonché notizie ed aspetti relativi ad eventuali discriminazioni della comunità: negazione del problema. Realtà scolastiche ed Istituti Superiori, in particolare, inadeguati ad accogliere i Rom e i diversi in generale. Mancanza di mediatori culturali. Discriminazione feroce nel mondo del lavoro (a riguardo si potrebbero riferire un’infinità di episodi), etc.

                                                                 Assistente sociale

        (Maria Angela ZECCA)

               INDICE

  “Identità negate: art. 3 della Costituzione Italiana”

I ROM : l’universo negato

  “Identità negate: l’alba di Federica”

   Che cos’è Ragazzo Fortunato

   Premessa: Ragazzo Fortunato1 bis:

                   per un’eziologia del progetto

1. Analisi del problema

  1. Problemi e difficoltà
    1. Bisogni da soddisfare e necessità dell’intervento                   
    1. Target

         Target specifico

         Target secondario

         Target trasversale         
1.4 Aspetti qualificanti dell’intervento

  2. Finalità

  3. Obiettivi

  4. Attori dell’intervento

  5. Piano finanziario

  6. Descrizione e modalità operative dell’intervento

  7. Modalità di gestione

  8.  Modalità di verifica e Indicatori di processo

  9. Indicatori di risultato

    10.Documentazione

  “Eredità d’amore”

11. Allegati

11.1 Protocollo d’intesa

11.2 Presentazione Rubrica in lingua Romanì

11.3 Monitoraggio della minoranza Rom di

        Taurisano, per la Prefettura              

Maria Angela Zecca

TF. :     328 – 4119384

e-mail  :    mariasal1976@virgilio.it

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