La poesia di Anna Maria Nuzzo si muove come una nube sospesa nel vuoto in un soffice strato di cielo sereno. Il suo sguardo si addolcisce quando lo rivolge alle tenerezze dell’infanzia e sospira pensando a quello che sarà il domani.

Nella sua poesia c’è cielo, mare, vento, silenzio, frammenti di care memorie, adesioni, amori. C’è pace e c’è pure afflato di una nuova umanità che vuole sopravvivere all’inesorabilità della determinatezza della vita.

Nella sua poesia non ci sono parole di odio, non di disprezzo, non di distinguo, ma affetti che si possono cogliere come frutti maturi da un albero del tempo sempre verde.

E’ difficile distillare solo alcuni versi da queste liriche elencate nei titoli da una rigida numerazione aritmetica: sono tutti belli, dolci, avvolgenti, suadenti, amabili ninne nanne che ti aiutano a risanare le ferite della mente.

Le poesie sono volutamente senza titolo, affinché possano scorrere libere e senza vincoli nell’animo di chi le legge. Questa è una raccolta di riflessioni libere, riflessioni rimaste sospese, incerte, disorientate, senza appoggio. Versi lasciati portar via dalla corrente senza sapere dove avrebbero condotto.

Anna Maria, salentina, laureata in fisioterapia, da sempre amante dell’arte, ha scelto la poesia come espressione della sua personalità.  

(Edizioni Spagine – Lecce)

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