Questo secondo quaderno Apsec, dedicato alla Giornata della Memoria del 27 gennaio 2020, intende ricordare la tragedia del popolo Rom e Sinti che, nella lingua romanes viene chiamata Porrajomos, il cui significato è Divoramento, Genocidio ma anche Grande Devastazione, vale a dire Olocausto, corrispondente alla parola Shoà per il popolo ebraico. Si tratta del genocidio di oltre mezzo milione di “zingari” che i nazifascisti uccisero durante la seconda guerra mondiale. Molti di loro furono passati per le camere a gas dei campi di sterminio. Tuttavia, mentre la tragedia del popolo ebraico viene ricordata ogni 27 di gennaio, a partire dal 2000, anno della promulgazione della legge n. 211, fino ad oggi nessuna istituzione italiana ricorda la tragedia del popolo Rom e Sinti, nonostante che nel nostro Paese si siano levate differenti voci a che ciò avvenisse.

Carmelo Tau, Campo nomade, 2019, olio su tela, cm 60x60
Carmelo Tau, Campo nomade, 2019, olio su tela, cm 60×60

Già nel corso della XV Legislatura (28 aprile 2006 – 28 aprile 2008), su proposta del Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” di Roma, dell’Associazione Disabili (AVI) e dell’Opera Nomadi, il Senato della Repubblica si riunì per valutare l’iniziativa dei senatori Valpiana, Sodano, Malabarba, Russo Spena, Maccanico, Donati, Soliani, Bellini, Alfonzi, Bonadonna, Capelli, Confalonieri, Emprin Gilardini, Giannini, Martone, Nardini, Palermi, Ripamonti, Silvestri, Tecce, Tibaldi, Turigliatto e Vano, i quali presentarono il Disegno di legge n. 726 (comunicato alla Presidenza del Senato della Repubblica il 30 giugno 2006),col quale si chiedeva la Modifica alla legge 20 luglio 2000, n.  211,  recante l’istituzione del Giorno della memoria.

Dipinto di Maria Carmela Arsieni
Dipinto di Maria Carmela Arsieni
Copertina posteriore libro Genocidipo dei Rom
Copertina posteriore libro Genocidipo dei Rom

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